Un viaggio spirituale per ritrovarsi

Silvia Colombo

Cosa comportasse fare un viaggio spirituale non lo sapevo concretamente fino al weekend scorso quando ho provato l’esperienza di vivere 3 giorni nel Centro Ananda ad Assisi, un centro spirituale fondato da Swami Kryananada discepolo del maestro Paramhansa Yogananda.

Ora che sono rientra e rifletto, penso che tutte le persone alla ricerca di qualcosa di più grande di ciò che è visibile dovrebbero provare un’esperienza simile.

Per quanto una persona possa leggere centinaia di libri, partecipare a incontri o vedere video ispiranti, essere fisicamente in un posto che vive e si basa sulla spiritualità è un’altra cosa. Sperimentare e sentire sulla propria pelle, nelle proprie cellule le emozioni che emergono e l’energia che si muove rende più facile la comprensione.

FARE PRATICHE SPIRITUALI O DIVENTARE ESSERE SPIRITUALI?

Pratico lo yoga da anni e concetti come la connessione con il proprio Sè Superiore, l’importanza della respirazione per tacitare la mente e la meditazione per accedere alla Verità mi sono noti, ma in questi giorni li ho visti concretamente nelle persone che ho incontrato. In questa realtà è apparsa subito chiara ai miei occhi curiosi, la differenza tra fare di questi concetti delle ottime pratiche quotidiane ed essere persone che praticano ogni giorno una vita consapevole.

Per occhi razionali e scettici, le persone che vivono in questo centro possono apparire quasi fuori dal mondo e in un certo senso un po’ lo sono…ma solo perchè sono entrati in contatto con il proprio mondo interiore e sentono più direttamente ciò che è meglio per loro. In questo modo ricevono le risposte alle domande essenziali della vita, sperimentano momenti di pace e connessione e vivono rapporti basati sulla gioia e sulla condivisione.

Osservando gli ospiti che come me, erano lì per vivere un breve periodo esperienziale, e ce n’erano parecchie venute da diverse parti d’Europa, ho sentito forte la speranza per il mondo in cui viviamo. Chi ci vuole impauriti e passivi, vuole farci credere che il mondo sia un posto senza speranza, luogo di vicende tormenate, di odio, sofferenza e interessi economici.
Da questa esperienza mi porto a casa la consapevolezza che dobbiamo sperare in un mondo migliore perchè nel momento in cui ci si apre all’altro e alle infinite possibilità che il Creato ci offre si vedono tutte le moltissime Grandi Anime che, come noi, sono alla ricerca del bene e di quel senso più grande del solo correre come matti dentro la “ruota del criceto della quotidianità” inseguendo non si sa cosa e finendo per morire insoddisfatti.

QUINDI IN CONCRETO COSA POSSO FARE PER MIGLIORARE?

C’è ancora un ma…
Sono tornata a casa avendo rinfrancato la convinzione che il Bene è ciò verso cui tendiamo naturalmente MA molti di noi non ci arrivano mai perchè lo cercano nei posti sbagliati! L’unico posto in cui cercare è dentro Se stessi.

In me si sono aperte le porte per un livello superiore di questo videogame che è la Vita. Ho alzato l’asticella di quello che voglio essere. Mi è chiaro ormai, che più sono connessa a me stessa e più tutto ciò che faccio è il meglio per me e per chi mi sta vicino.

IL PROSSIMO PASSO: TACITARE LA MENTE

In questi due giorni ho partecipato al corso “Il Prossimo Passo”. Una full immersion di meditazione, ascolto aperto e rielaborazione, finalizzati a scoprire la propria meta o missione e ancora una volta, il messaggio che mi è arrivato chiaramente è che la mente parla, parla, parla… e non sempre a proposito! Quindi che fare?
Dobbiamo imparare a riportare questo strumento magnifico al suo posto. Istruendola per venire in nostro aiuto solo quando è necessaria, quando dobbiamo trovare soluzioni, organizzare le cose, rielaborare dati ma insegnarle che ci sono momenti in cui può rilassarsi e lasciar fare ad altri. Al cuore e all’anima per esempio!

PASSO DOPO PASSO NELLA DIREZIONE DEI PROPRI SOGNI

Dobbiamo allenarci, come facciamo col corpo in palestra, per sviluppare la nostra capacità di ascolto interiore iniziando a scegliere con consapevolezza piccoli gesti e abitudini quotidiani per costruire la persona che vogliamo essere, passo dopo passo.
Il coaching in questo caso è un valido aiuto per definire azioni concrete e obiettivi raggiungibili.
Per questo ho ripreso in mano uno strumento potete che si chiama Allenamento Quotidiano, ho scelto le piccole azioni concrete e verificabili che mi fanno andare nella direzione dei miei desideri e alla fine della giornata mando un messaggio al mio Coach (che mi sono scelta tra le persone di fiducia che ho attorno e che so mi sosterrà nei momenti di vacillamento) con il report di quello che ho fatto nella giornata.

Fino a quando continuerò?
Fino al momento in cui sentirò di aver acquisito le buone abitudini a cui miro, ma fino ad allora….avanti tutta!
Sarà facile? No, ma lo diventerà sempre di più.
Ci saranno giornate in cui non avrò voglia di fare ciò che mi sono ripromessa? Sì, ma con impegno riporterò l’attenzione a ciò che mi importa di più.

NOI SEI SOLO, TENDI LA MANO E QUALCUNO TI SOSTERRA’

Ti sei mai soffermato ad ascoltare la tua voce interiore? Ti sei chiesto dove vuoi arrivare? Quali buone abitudini vuoi inserire nella tua vita? Se da solo non pensi di farcela a trovare queste risposte puoi chiedere aiuto a qualcuno, un Coach in questo caso può essere la persona più utile, magari ne conosci già uno o anch’io ti posso aiutare. Ad ogni modo inizia ora! Si tratta di muovere i primi passi verso di sè – di solito andiamo verso gli altri, ma ora il tempo deve essere nostro – e fare un po’ di chiarezza, poi definire un vero piano di azione e iniziare a metterlo in atto, perchè si può arrivare in cima alla montagna solo facendo un passo alla volta.
Se invece se già a tuo agio con l’ascolto interiore ma ti manca un po’ di autodisciplina puoi farti sostenere da un amico il quale si impegna ogni giorno a chiederti un riscontro delle azioni fatte e a sostenerti nei momenti difficili, questo metodo si chiama Buddy System e può essere divertente farlo insieme. Io alleno te e tu alleni me.
Farsi sostenere dalle persone attorno a noi è una cosa importante. Dobbiamo imparare a chiedere per poter ricevere!

Ad Ananda ho imparato questa meravigliosa formula di sostegno che possiamo rivolgere all’altro e che dobbiamo rivolgere anche e sopratutto a in stessi: “Ti benedico, ho fiducia in te e ti sostengo”. Tra i miei esercizi quotidiani c’è anche questa affermazione rivolta a me stessa mentre mi guardo allo specchio!

Quindi ora che sei arrivato fin qui…
TI BENEDICO, HO FIDUCIA IN TE E TI SOSTENGO

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