Imparare la felicità

Silvia Colombo

Una volta ad un corso cui stavo partecipando, venne posta alle donne presenti questa domanda: “Chi di voi pensa di meritarsi la felicità?”. La maggior parte delle donne presenti non alzò la mano. Non sono stupita di questa cosa, perchè la cultura in cui quelle donne sono cresciute è quella che gli ha fatto credere che essere felici non è possibile, che è meglio accontentarsi di stare bene, essere onesti (concetto spesso ritenuto opposto alla felicità) e arrivare dignitosamente a fine mese. Mi dispiace molto che una cosa così grande come lo stare bene con se stessi ed essere felici, che dovrebbe muovere la nostra vita, sia per molte un’utopia o una cosa da neanche prendere in considerazione, quasi che la felicità sia una cosa per pochi o quantomeno, per altri!

Mi sono domandata spesso se sono felice per la vita che vivo o se vivo questa vita perché sono una persona felice che crede di meritarsi la felicità!

Sicuramente la parte di mondo in cui sono nata e la famiglia in cui sono nata, mi hanno avvantaggiato nella strada verso la felicità ma poi mi guardo intorno e vedo “vicini di casa” nati nella mia stessa fetta di mondo, che felici non lo sono comunque. Quindi sono più propensa a pensare che se ho quello che ho, è perchè in qualche modo me lo sono guadagnata, con impegno ma sopratutto con la testa, con l’ottimismo e con la convinzione di essere una persona di valore e di essere del tutto meritevole di una vita meravigliosa.

E così facendo… tutto arriva.

Arrivano belle persone nella mia vita.
Arrivano gli spazi per me.
Arriva un lavoro che mi da l’oppurtunità di dividermi tra l’essere mamma e l’essere indipendente.
Arriva una bella famiglia.
Arriva la semplicità di stare bene con poco.
Arrivano sorrisi e messaggi inaspettati.

Ogni tanto arrivano anche noie e preoccupazioni ma con fiducia, arrivano anche le soluzioni ai problemi.

Qualcuno forse, potrà pensare che sono stata cresciuta con questi valori, che i miei genitori mi abbiano spronato ad avere un’alta autostima, che in casa si parlava spesso di felicità, invece, non è stato così. E’ con il tempo e lasciandomi ispirare dalle persone giuste che ho imparato ad essere felice. Ma ho dovuto darmi da fare, perchè come tutte le cose grandi richiedono grande applicazione. Ho iniziato a fidarmi di chi mi ispirava felicità e ho provato a seguire nuove strade che fino a prima non avevo intrapreso. Ho iniziato a fare pratica ogni giorno, proprio come si fa in palestra, di gratitudine e pensieri positivi, di meditazione e buone abitudini. Questo è un percorso accessibile a tutti, non c’è nulla di complicato solo la voglia di mettersi in gioco, di conoscersi più a fondo e di imparare a guardare le cose da un angolazione diversa.

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